Tutto cio' che puo' servire ai genitori che vogliono partecipare alla vita della scuola attraverso gli organi collegiali e i comitati
PROGETTO MENSE
del COMITATO GENITORI
Scuole di Ponte di Piave Salgareda
INTRODUZIONE
Il pranzo in mensa è un aspetto importante nella vita scolastica e in genere tutti i genitori sono molto sensibili per ciò che concerne la salute e l’alimentazione dei figli. Frequentemente nascono delle lamentele riguardanti il servizio mensa o la scelta della ditta di catering esterna, convenzionata con il comune, o sulle modalità di gestione delle mense interne, o sulla mancanza di informazioni generalizzata su cosa e come mangiano i propri figli.
In generale se sugli aspetti formativi le famiglie riconoscono il ruolo primario della scuola e la loro funzione di supporto ad essa, per ciò che riguarda l’alimentazione e la cura dei bambini si sentono almeno alla pari e chiedono di poter dire la loro. Su questi temi vi è una grande attenzione e vi si può investire per incentivare la partecipazione dei genitori sia dal punto di vista operativo che nel loro essere destinatari di una proposta educativa (per esempio di educazione alimentare).
L’amministrazione comunale è l’ente erogatore di tale servizio, con modalità attuative diverse: a volte si serve di un servizio di catering esterno, a volte è presente una cucina interna alla scuola. In ogni caso è difficile per il Comune attuare delle forme di controllo efficaci e costanti sul servizio svolto o sul rispetto delle convenzioni sottoscritte. Sicuramente questo compito potrebbe essere efficacemente svolto dai genitori, in affiancamento alla scuola e all’amministrazione comunale.
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Il Comitato Genitori viste le motivazioni su esposte si fa promotore di un’iniziativa volta alla costituzione di un organismo, da costituire di concerto con l’amministrazione comunale e gli organi della scuola, che possa garantire il raggiungimento dei seguenti obiettivi.
OBIETTIVI:
1.Garantire globalmente un buon servizio, inteso come:
-qualità e quantità del cibo;
-tariffazione adeguata;
-ambiente di consumazione confortevole;
-momento di crescita educativa condivisa con insegnanti e coetanei.
2.Dare ai genitori chiare e puntuali informazioni sul servizio mensa.
3.Promuovere la partecipazione dei genitori stessi alle scelte inerenti la mensa e la gestione della stessa.
4.Stimolare l’avvio di progetti congiunti sull’educazione alimentare tra famiglia, scuola,comunità locale.
5.Impostare una modalità di gestione delle varie mense dei plessi coordinata e comune nelle linee guida e garantirla nel tempo, a dispetto dell’avvicendarsi delle amministrazioni comunali, o dei vari comitati mensa o di aziende di catering esterno, in modo che il rispetto dei punti precedenti sia comunque raggiunto.
MODALITA’ATTUATIVE
Si ritiene che l’attuazione di una “Commissione Mensa “,con relativo regolamento sottoscritto da tutte le parti interessate, possa essere il modo più trasparente ed efficace per ottenere quegli obiettivi. In calce al progetto proponiamo un regolamento tipo.
COMPOSIZIONE
La Commissione Mensa dovrebbe essere composta da un rappresentante del Comune, da un rappresentante del Comitato Genitori, da un rappresentante del Consiglio di Circolo e/o di Istituto, da un referente per la ditta fornitrice dei pasti o, nel caso di cucine interne, da un membro del Comitato Mensa e da alcuni genitori, democraticamente individuati, per ogni plesso.
ATTIVITA’
DISCIPLINA E ORGANO DI GARANZIA
Una delle più grandi innovazioni dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti è proprio quella di aver introdotto strumenti di tutela e di garanzia, istituendo l'Organo di Garanzia: uno interno ad ogni istituto ed uno provinciale (art.5, commi 2 e 4) con il compito di controllare l'effettivo rispetto dello Statuto, la conformità ad esso dei Regolamenti d'Istituto e di dirimere le controversie. Le sanzioni più gravi devono sempre essere decise da un organo collegiale e non possono più essere decise arbitrariamente, per questo è possibile usufruire delle sanzioni alternative: le "pene" hanno una finalità educativa tesa a far comprendere l'errore e ad evitare che esso non sia più commesso in futuro e le sanzioni alternative rispondono certamente meglio a questa esigenza Si comprende quindi come l'emanazione dello Statuto costituisca un tappa fondamentale nella legislazione scolastica italiana ferma al Regio Decreto del 1925 che elencava le sanzioni disciplinari e ne regolava l'applicazione. Non si parlava certo di diritti né tanto meno di garanzie, la scuola del resto era considerata una cura di pochi a favore di molti, non tutti. Definire diritti e doveri degli studenti ed istituire un organo di garanzia è un segno di volontà democratica e di coerenza pedagogica in quanto si cerca di promuovere credibilità educativa e condivisione sociale delle responsabilità, dei processi e degli esiti. Gli Organi di Garanzia sono un atto di democrazia difficile da applicare; infatti sono cosa poco nota alla maggior parte delle famiglie, dei ragazzi e anche dei docenti; la sfida che attende ogni istituito scolastico è proprio la sua realizzazione concreta. E' necessario formare a tal fine dirigenti scolastici, docenti e studenti affinché l'impulso innovativo della riforma non venga smorzato dalla mancanza di informazione e dall'indifferenza o non si traduca in mera proceduralità burocratica. L'Organo di Garanzia provinciale è composto da due studenti designati dalla Consulta Provinciale degli Studenti, da tre docenti e da un genitore designati dal Consiglio Scolastico Provinciale ed è presieduto da una persona di elevate qualità morali e civili nominata dal dirigente dell'amministrazione scolastica periferica .L'organo di garanzia provinciale (del quale fanno parte anche due studenti nominati dalla Consulta provinciale degli studenti) emana un parere vincolante in merito alle presunte violazioni dello statuto, anche contenute nei regolamenti d'istituto. Il parere deve essere chiesto dal Provveditore prima di decidere in via definitiva. Ai due organi possono ricorrere tanto gli studenti, quanto chiunque vi abbia interesse, a conferma che la scuola è una comunità, all'interno della quale ognuno ha il diritto/dovere di operare per trovare una strada adeguata per la corretta applicazione delle norme. Il valore dello Statuto si realizza anche in questi strumenti di tutela e di garanzia propri di un sistema democratico che sono fondamentali nell'attuazione della cittadinanza studentesca.
ARTICOLO 5 (impugnazioni)
CHI GARANTISCE IL RISPETTO DELLO STATUTO? DUE SONO I LIVELLI DI GARANZIA: 1°: INTERNO ALLA SCUOLA 2°: PROVINCIALE ORGANO DI GARANZIA INTERNO Alla consulta provinciale degli studenti spetta il compito di promuovere l'informazione sullo statuto e di monitorarne l'attuazione. Deve essere costituito un organo di garanzia interno in ogni scuola! Che cos'è? Si tratta di un organismo, istituito e disciplinato dal regolamento interno della scuola, che ha il compito di intervenire quando vi siano due parti (persone o gruppi) che esprimono opinioni diverse su un fatto o un problema che abbia a che fare con i diritti, i doveri o la disciplina degli studenti. Rispetto alle parti questo organismo è un luogo "terzo", cioè esterno alla disputa, che ha una funzione simile a quella dell'arbitro. Ne fa parte almeno un rappresentante degli studenti Cosa fa? Prima di prendere una decisione, ed eventualmente stabilire chi abbia ragione, questo organismo ha il compito sia di discutere con le parti, che di farle discutere fra loro, per aiutarle a comprendere le reciproche ragioni e i reciproci torti, e per indurle a collaborare alla soluzione della contesa, ricreando un clima di serenità e di cooperazione. Quali sono le sue funzioni? decide sui ricorsi presentati dagli studenti contro le sanzioni comminate decide sui conflitti che sorgono all'interno della scuola sulla corretta applicazione dello statuto Chi può ricorrervi? tutti gli studenti o chiunque vi abbia interesse ORGANO DI GARANZIA PROVINCIALE Da chi è composto? 2 studenti designati dalla consulta 3 docenti designati dal consiglio scolastico provinciale 1 genitore designato dal consiglio scolastico provinciale 1 persona di elevate qualità morali e civili designata dal Provveditore agli Studi (sono stati nominati: docenti e presidi anche in pensione, giudici minorili, docenti referenti della Consulta, avvocati…) Quali sono le sue funzioni? esprime parere vincolante sui reclami contro le violazioni dello Statuto Chi può ricorrervi? tutti gli studenti o chiunque vi abbia interesse
Da http://www.istruzione.it/argomenti/studentionline/diritti_doveri/perche5.htm
Argomento: numero di alunni per classe.
Sotto l'aspetto della didattica, che già di per se non è una cosa da trascurare, le segnalo: http://www.comitatigenitori.it/ragionare/grandezza_classi.htm
Invece, per quanto riguarda la sicurezza, l'igiene ed il massimo affollamento, le normative di riferimento sono:
1) il DM LL.PP. 18/12/1975 http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm181275.html i quali indici, in virtù di quanto disposto dall'art. 5 comma 3 della Legge nr. 23/96 http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/l023_96.html , sono ancora in vigore in quanto le norme tecniche quadro di cui all'art. 5 comma 1 della predetta legge nr. 23/96 non sono ancora state emesse. A tal fine e per altre questioni interessanti, il codacons ha inviato apposita diffida al MIUR http://www.codacons.it/scuola/codacons_diffida_simica.rtf . Nello specifico è previsto un numero di alunni per classe (di almeno 50 mq) pari a 30 per le materne (sezioni) e di 25 per le elementari, medie e superiori.
2) Nel 1992, il Ministro dell'Interno ha emesso un DM http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dmi26892.html sulla sicurezza antincendio nelle scuole il quale, oltre a prevedere le caratteristiche dell'edificio, ha anche stabilito delle norme di esercizio e che nelle classi massimo devono esserci 26 persone (compresi alunni, insegnanti, sostegno, ecc.). Attenzione, purché le classi siano dimensionate come prescrive il DM del 1975, ovvero 1,80 mq netti per alunno e lo spazio per il personale docente e non, ovvero almeno di 50 mq. . Attenzione, al 2004 solo i lavori di adeguamento alle norme sono stati prorogati e non anche le norme di esercizio delle quali ovviamente fa parte il massimo affollamento previsto.
2) Con il D.I. 10 marzo 1998 http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm10398.html è diventato obbligatorio emettere il piano delle emergenze http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dlvo626_94emergenze.pdf redatto in conformità delle norme vigenti, formare (corso dai VV.F.) ed istituire la squadra antincendio e di pronto soccorso il tutto conformemente al D. Lgs. 626/94 e succ. integrazioni, modifiche e normative ad esso collegate riportate sul documento della sicurezza e di valutazione dei rischi conforme al modello http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dlvo626_94rischi.pdf .
3) se nella scuola vi sono disabili fisici, psichici, ecc. devono anche essere osservate le disposizioni emanate dal Ministero dell'Interno nr. 4 del 2002. http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cmi004_02.html
4) tenga conto che comunque, anche in presenza di lavori di adeguamento alle norme prorogati fino al 2004, il datore di lavoro (D.S.), i dirigenti (dipendenti che dipendono direttamente dal datore di lavoro) ed i preposti (insegnanti, resp. di laboratorio, ecc.), adottando metodi alternativi hanno l'obbligo di garantire un livello di sicurezza equivalente giusta previsione art. 31 comma 3 del D. Lgs. 626/94 come modificato dal D. Lgs. 242/96 http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dlvo626_94.pdf . In relazione ai vari gradi di responsabilità veda la disamina presente all'url http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/dirigenti_preposti.htm .
5) se la scuola supera le 100 presenze, deve avere il certificato prevenzione incendi rilasciato dai VV.F. oltre al previsto certificato di agibilità rilasciato dal Comune.
6) non per ultimo perché meno importante , si deve tenere anche conto di quanto previsto dalla parte III della carta dei servizi scolastici http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dpcm7695.html che obbliga la scuola (autonoma) a dare agli utenti un ambiente confortevole, igienico e sicuro.
A questo indirizzo http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/indici_edilizia_scolastica.htm troverà uno schema aggiornato sul numero degli alunni e gli indici minimi di riferimento.
Con l'entrata in vigore dell'art. 21 della Legge nr. 39 del 2002, il D.S. è obbligato a valutare "tutti" i rischi presenti e, qualora all'interno della scuola non vi fossero competenze qualificate a gestire la sicurezza, egli è "obbligato" (non più può ma deve) a rivolgersi ai servizi competenti esterni alla scuola.
P.S. 1 -mi può dire qual'è la norma che autorizzerebbe il DS a mettere 29 alunni per aula più l'insegnante ed altri?
P.S. 2 - visto il contenuto della presente il quale risulta essere un problema comune, mi sono permesso di inviarla nelle liste di discussione specifiche salvaguardando la sua privacy.
Mimmo DIDONNA - Codacons Area tematica "Scuola Sicura" http://www.codacons.it/
i P.O.F. hanno una grossa mobilità perciò è difficile fotografarli in modo stabile.
Un link da tenere d'occhio e' certamente questo: http://www.istruzione.it/argomenti/autonomia
Fornisce delle informazioni esaurienti sulla normativa.
(Segnalazione di P Greco)
da: http://www.buoniesempi.it/scheda.asp?protocollo=1132
Un ringraziamento al maestro Gaetano Vinciguerra per il suo impegno.
Titolo |
Patto Educativo tra Scuola e Territorio – Per allevare un Bambino ci vuole un Villaggio |
Amministrazione |
Circolo Didattico di Campoformido |
Provincia |
Udine |
Regione |
Friuli Venezia Giulia |
Sito internet |
www.comune.pozzuolo.udine.it |
Status |
In corso di realizzazione |
Inserimento in Banca Dati |
20/06/2002 |
Ultimo aggiornamento |
31/05/2004 |
Referente |
Vinciguerra Gaetano |
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elementare.pozzuolo@tin.it;gaetano.vinciguerra@tin.it |
Telefono |
0432/669230 (scuola); 333/2074375 (Coordinatore) |
Unità organizzativa |
Scuola Elementare di Pozzuolo del Friuli/ Ufficio Servizio Scolastico del Comune di Pozzuolo del Friuli |
TipoIniziativa |
Cento progetti IV Edizione |
Settore |
Politiche educative |
Area d'innovazione |
Cooperazione interistituzionale Partnership pubblico-privato |
Priorità di Cantieri |
Creare reti di relazione come risorsa per il cambiamento |
Sintesi del progetto Il Progetto è teso alla realizzazione di un Sistema Educativo Integrato a livello comunale fondato su un Patto Educativo Territoriale tra Ente Locale, Scuole, Associazioni, Imprese e Agenzie Educative del territorio di Pozzuolo del Friuli che prevede l'offerta integrata di servizi (scolastici, animazione ed assistenza) e opportunità educative (laboratori espressivi e attività sportive) coordinata da un Gruppo Interistituzionale. S'intende valorizzare l’autonomia scolastica in rapporto al territorio realizzando un modello di istituzione scolastica che superi le distinzioni tra curricolare ed extracurricolare ed integri nel tempo scuola ogni attività educativa territoriale rivolta ai minori.
Il tempo scolastico è scelto dalla famiglia in base alle proprie necessità: va dalle 28 /30 ore del tempo scolastico curricolare obbligatorio alle 47 ore ed è comprensivo dei servizi, delle attività curricolari obbligatorie e facoltative e dell’offerta territoriale. Il Progetto offre un forte sostegno ai genitori: i servizi (mensa, animazione ludica, preaccoglienza, doposcuola e trasporti) sono coordinati dalla scuola e raccordati alle attività integrative. La famiglia è facilitata e sostenuta nella scelta delle attività facoltative per i figli avendo come interlocutore unico la stessa scuola. L'Istituto ha promosso la partecipazione attiva delle famiglie tanto che in questi tre anni si sono costituiti un Comitato Genitori, un Comitato Mensa (unico per la scuola elementare e media) e la Consulta dei Genitori del Territorio di Pozzuolo del Friuli. L’attenzione al territorio e il coinvolgimento nel Progetto di tutte le sue agenzie educative hanno fatto della scuola il centro della promozione della vita sociale e culturale dei bambini del Comune, ma anche dei loro genitori. Innumerevoli sono le iniziative territoriali promosse dall’Ente Locale e dalle Associazioni con la scuola (Convegni, rassegne cinematografiche e teatrali, corsi per genitori…) La qualificazione della scuola per la sua capacità di praticare l’innovazione anche tecnologica ne ha fatto un riferimento per le istituzioni (es. Provincia di Udine, Università di Udine, Trieste e Padova, Enaip. ecc.) che la coinvolgono in altre sperimentazioni (Progetto “ Incontrandoci” riguardante i diversamente abili, Progetto di Archeologia Sperimentale, Corsi di educazione ambientale per docenti, tirocini , ricerche e tesi di laurea ecc.). Talune imprese di rilevanza nazionale presenti nel territorio si sono poste come interlocutrici della scuola. Sono stati attuati alcuni innovativi laboratori per gruppi misti di alunni (elementare/media) in materia di tecnologia. Il Progetto ha trovato i riconoscimenti anche nell’ambito propriamente scolastico (l’INDIRE lo pone tra i casi di studio per la formazione dei docenti neoassunti). Malgrado ciò non è sostenuto dall’Amministrazione scolastica tanto che, per salvaguardarlo, la sua titolarità è passata dal Circolo Didattico (che ne mantiene solo il coordinamento didattico) al Comune di Pozzuolo del Friuli che ne ha assunto la piena gestione contabile e amministrativa. Il Progetto è attualmente ripreso e attuato nei Comuni di Campoformido, Latisana, Lignano e Ronchis. |
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Altre amministrazioni coinvolte |
Nel Progetto sono direttamente coinvolte le seguenti Amministrazioni: Circolo Didattico di Campoformido, Scuola Media di Pasian di Prato, Comune di Campoformido. Per alcuni aspetti del Progetto sono coinvolte le seguenti Istituzioni: Comune di Udine, Comuni di Pasian di Prato, Comune di Martignacco, Provincia di Udine, Ambito Socioassistenziale Udinese. |
Obiettivi |
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| L'obiettivo principale è la realizzazione nell’ambito del Comune, di un Sistema Educativo Integrato Territoriale che, partendo dal principio della unicità del bambino, impegni l’intera Comunità, intesa come l’insieme di tutte le agenzie educative, a ricercare coordinamento e integrazione nella sua azione di sostegno alla crescita della persona umana. La Comunità diventa, in tal modo, educante perché fondata su un Patto Educativo che dà continuità, senso e valore unitario alle proposte delle varie agenzie. Inoltre, la messa in rete di tutte le risorse ne consente la razionalizzazione e l’ottimizzazione. Si delinea, in tal modo, a livello locale una linea di politica minorile ispirata alla sussidiarietà, rivolta alla promozione del benessere di tutti i bambini. Il Progetto persegue i seguenti obiettivi: 1) Promuovere la continuità educativa tra le diverse esperienze formative e le molteplici agenzie che concorrono allo sviluppo culturale e sociale dei minori: Ente Locale, scuola, famiglia, associazioni, utilizzando gli strumenti giuridici previsti dall’autonomia; 2) Promuovere il benessere e la qualità della vita dei minori, accrescendo le opportunità per tutti e soprattutto per i più deboli; 3) Accrescere le conoscenze e le competenze dei soggetti coinvolti nel processo educativo dei minori (genitori, insegnanti, operatori / educatori), coinvolgendoli in un unico patto educativo territoriale; 4) Introdurre innovazioni organizzative e didattiche della Scuola caratterizzate da flessibilità e aderenza ai bisogni reali dei bambini; 5) Realizzare al massimo grado percorsi formativi individualizzati; 6) Sostenere la genitorialità con una serie di servizi di supporto. |
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Azioni |
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Il Progetto si è snodato attraverso le seguenti fasi:
I Fase - a.s. 1999/2000 : - Formazione di un gruppo di lavoro di docenti, genitori e amministratori per delineare l’ipotesi progettuale; - Indagine territoriale sulla presenza e l’azione educativa delle varie associazioni; - Incontro del gruppo di Progetto con i presidenti delle associazioni, gli amministratori, i rappresentanti dei genitori; - Delineazione delle attività e dei servizi di supporto. II Fase – a.s. 2000/2001: - Accordo di Programma tra Direzione Didattica e Comune di Pozzuolo del Friuli; - Sottoscrizione del Patto Formativo con le Associazioni; - Sottoscrizione delle Intese, delle Convenzioni ecc. con le varie Agenzie territoriali; - Costituzione del Gruppo Interistituzionale, della Commissione allagata e del Comitato dei Genitori; - Rilevazione delle scelte delle famiglie in merito alle attività e ai servizi; - Presentazione pubblica (con strumenti multimediali del Progetto all’assemblea generale dei genitori; - Stesura definita del Progetto e avvio procedure amministrative di realizzazione; - Attivazione del Progetto in tutti i suoi aspetti (servizi, attività integrative curricolari ed extracurricolari, ecc.); - Monitoraggio/Valutazione del Progetto con tutti i soggetti coinvolti. III Fase – a.s. 2001/2002: - Aggiornamento del Progetto sulla base della prima annuale esperienza; - Rilevazione delle scelte delle famiglie in merito alle attività e ai servizi; - Presentazione pubblica (con strumenti multimediali del Progetto all’assemblea generale dei genitori; - Stesura definita del Progetto e avvio procedure amministrative di realizzazione; - Predisposizione di tutti gli aspetti organizzativi (servizi, attività integrative curricolari ed extracurricolari, ecc.) necessari all’attivazione del Progetto. IV Fase – a.s 2002/2003: Si introducono importanti novità: - Ingresso nel Progetto della locale Scuola dell’Infanzia; - Rinnovo del Progetto per un altro quinquennio da parte del Comune di Pozzuolo del Friuli - Ingresso della Scuola in alcune Reti per l’aggiornamento e la multimedialità (Medi@rete); - Potenziamento delle azioni di continuità verticale (scuole dell’infanzia - medie - IPSAA) in prospettiva della costituzione dell’Istituzione Scolastica Comprensiva di Pozzuolo del Friuli; - Impegno con il CeDoR e l’INDIRE per la formazione iniziale dei docenti ( “studio dei casi”); - Ampliamento del Progetto di Archeologia Sperimentale in raccordo con l’associazionismo locale e il Museo Friulano di Storia Naturale. Partecipazione ad un Progetto Europeo “ A.A.A. – CERCAN S.I – “ Area Alto Adriatica – Contatti E Radici Comuni nell’Archeologia del Neolitico tra Slovenia e Italia”; - Ampliamento della collaborazione con la Provincia di Udine per la realizzazione di Progetti innovativi (Corso residenziale di formazione per i docenti della scuola dell’obbligo “Conservazione della natura e gestione venatoria"; Progetto “ Incontrandoci…” con l’Associazione “Fai Sport”…). - Sviluppo delle azioni di formazione dei docenti (corso sulla relazione socio - affettiva; corso di analisi dinamica organizzativa – empowerment; corso di utilizzo didattico del computer); - Interazione con le Imprese del Territorio (es. Acciaieria ABS di Cargnacco) che si impegnano a versare un contributo finanziario al Comune per l’abbattimento dei costi delle famiglie e collaborano con la scuola nell’attivazione di Laboratori tematici. - Il Patto Educativo tra scuola e territorio si arricchisce di un’altra azione progettuale, il Progetto di formazione e ricerca in rete interscolastica nell’ambito dell’educazione socio - affettiva e dell’empowerment che coinvolge le Direzioni Didattiche di Campoformido e Pasian di Prato; la Scuola Media di Pasian di Prato e i Comuni di Pozzuolo del Friuli, Campoformido, Pasian di Prato e Martignacco. V Fase – a.s. 2003/2004– sviluppi: 1) Ridefinizione dell’Accordo di Programma e delle Convenzioni con la Direzione Didattica di Campoformido e le Associazioni del Territorio. Nel nuovo accordo si potenziano il ruolo delle associazioni e dell’Ente locale; 2) Costituzione dell’Ufficio Scolastico del Comune di Pozzuolo del Friuli per la gestione contabile del Progetto; 3) Attivazione e sviluppo della Rete di intercircolo (Circoli Didattici di Campoformido e Pasian di Prato, Comuni di Pozzuolo del Friuli, Campoformido, Pasian di Prato e Martignacco) per la formazione e ricerca nell’ambito dell’educazione socio - affettiva e dell’empowerment con l’ipotesi di istituire un Centro Servizi Territoriale per la formazione; 4) Sviluppo dell’interazione con le imprese del territorio (continuità e sviluppo del laboratorio di tecnologia); 5) Partecipazione al P.I.C. Interreg IIIA Italia - Slovenia: A.A.A. – CERCAN S-I “Area Alto Adriatica - Contatti E Radici Comuni nell’Archeologia del Neolitico tra Slovenia e Italia”; 6) Continuazione della collaborazione con la Provincia di Udine per la realizzazione di progetti innovativi ( 2° Corso residenziale di formazione per i docenti della scuola dell’obbligo “ Conservazione della natura e gestione venatoria; pubblicazione del libro documentativo del Progetto “ Incontrandoci…” con l’Associazione “Fai Sport”…, partecipazione della Scuola con Progetto di Archeologia Sperimentale alla Settimana della cultura scientifica dell’Università di Udine); 7) Potenziamento del ruolo attivo delle famiglie e collaborazione con la Consulta dei Genitori del Territorio di Pozzuolo del Friuli, associazione di volontariato registrata all’albo regionale e organizzazione del Convegno “ Come cambia il rapporto scuola - famiglia - territorio nella scuola dell’autonomia); ingresso del Presidente della Consulta nel Gruppo Interistituzionale che ha la gestione del Patto Educativo; 8) Potenziamento delle azioni di continuità verticale (scuole dell’infanzia-medie-IPSAA) in prospettiva della costituzione dell’Istituzione Scolastica Comprensiva di Pozzuolo del Friuli con il consolidamento del progetto di Educazione Ambientale; 9) Ingresso della Scuola Media nel Patto Educativo con la partecipazione al Gruppo Interistituzionale del Dirigente Scolastico e di un docente; 10) Sviluppo dei rapporti collaborativi con il Comune di Pozzuolo del Friuli con l’organizzazione del Convegno “ I giovani imparano l’Europa” , il supporto operativo e di formazione al neonato Centro di aggregazione giovanile e molte altre iniziative d’interesse per la Comunità; 11) Ridefinizione del Protocollo d’intesa tra Comune di Pozzuolo del Friuli, Comune di Udine, Ambito Socioassistenziale Udinese, Centro di accoglienza “E. Balducci” di Zugliano, Circolo Didattico di Campoformido e Scuola Media di Pasian di Prato per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni immigrati ospiti del centro d’accoglienza. |
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| I risultati raggiunti possono essere così sintetizzati: Il Progetto ha sostanzialmente modificato, migliorandolo, il servizio scolastico elementare del Comune. Indicatore significativo è l’incremento delle iscrizioni e la riduzione dell’abbandono del territorio comunale a vantaggio del vicino capoluogo di provincia (Udine): 1999/2000 - alunni 161 2000/2001 – alunni 176 - 2001/2002 – alunni 185 - 2002/2003 alunni 196. Ha introdotto tutta una serie di servizi non presenti prima: preaccoglienza: 25 alunni; doposcuola: 37 alunni; assistenza mensa e al gioco: alunni 165 ; assistenza educativa sullo scuolabus: alunni 124, con la forte diminuizione delle precedenti difficoltà correlate ai comportamenti inadeguati degli alunni. Ha determinato la nascita di un Piano Educativo Territoriale che si è concretizzato in un P.O.F. ricco di attività e opportunità per tutti i minori: La partecipazione degli alunni alle attività integrative ha raggiunto l’84%. Oltre 120 alunni su 196 frequentano le attività sportive pomeridiane coordinate dalla Scuola. Sono 18 i gruppi di attività laboratoriale che impegnano i bambini in arte, musica, computer, teatro e attività motorie ad indirizzo sportivo. I dati sono i seguenti: Attività motoria ad indirizzo Pallavolo e atletica: alunni n.59; Attività motoria ad indirizzo Basket: alunni n.37; Attività motoria ad indirizzo calcio: alunni n.29; Laboratori di musica: alunni n.31; Laboratori d’arte: alunni n.36; Laboratorio di teatro: alunni n.10; Laboratorio di computer: alunni n.13; Laboratorio di tecnologia: alunni n.20. Ha promosso la partecipazione di tutte le componenti (famiglie, docenti, alunni, associazioni, ente locale) coinvolgendole e responsabilizzandole. Per quanto riguarda le famiglie, i risultati sono superiori alle attese, infatti nella Scuola operano: - Comitato Genitori con n.13 componenti. Il Comitato si riunisce ogni mese, collabora e sostiene anche economicamente alcune iniziative a favore degli alunni; si è dotato di un Notiziario periodico per l’informazione di tutte le famiglie sulla vita scolastica. Esercita la il controllo sulla funzionalità e l’efficacia educativa delle attività extracurricolari e i servizi. - Comitato Mensa di n. 12 componenti (diversi dal Comitato Genitori). Si riunisce con frequenza ed esercita il controllo sul servizio mensa interloquendo con il Comune, la Ditta appaltatrice, l’Azienda dei Servizi Sanitari e la Scuola. - Consulta territoriale dei Genitori. Un gruppo di lavoro di genitori delle scuole di ogni ordine e grado del territorio ha già definito lo statuto. I genitori partecipano alle attività di formazione appositamente organizzate: n.21 al corso di base “ La comunicazione efficace genitori/figli”. Docenti, genitori e collaboratori scolastici del circolo didattico (n. 23) hanno partecipato a n.40 ore di corso su “ Analisi organizzativa multidimensionale- empowerment a scuola”. La parte amministrativa della Direzione Didattica non ha inteso partecipare. I genitori hanno direttamente preso parte ai laboratori di archeologia (n.150) e quelli d’arte (n.22) superando ogni aspettativa. La progettualità della scuola ha trovato importanti raccordi territoriali. L’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Udine sostiene il Progetto di Archeologia Sperimentale (di grande ampiezza e rigore). L’assessorato provinciale alle attività sportive e ricreative si è rivolto alla scuola di Pozzuolo del Friuli per ideare e realizzare un progetto di incontro tra bambini e giovani adulti diversamente abili. Il progetto è stato realizzato con successo ed è in corso la sua pubblicazione da parte dell’amministrazione provinciale. Sono stati coinvolti: n.31 alunni e le loro famiglie; n.5 giovani disabili e le loro famiglie; n.10 tra docenti, psicologa, tecnico FISD e operatori. Il progetto si è rivolto infine all’intera popolazione ottenendo una presenza oltre cinquecento persone alla manifestazione conclusiva. Il risultato è andoltre ogni aspettativa. Notevoli sono i risultati conseguiti nel rapporto con il territorio. Importanti imprese nazionali hanno dichiarato il loro interesse al progetto. Le imprese si impegnano ad abbattere i costi delle famiglie e nel contempo la scuola risponde con laboratori tematici come quello di tecnologia che studia i materiali. Il primo laboratorio tratta dell’approccio dell’uomo ai metalli, fa sperimentarte agli alunni la lavorazione dei metalli e introduce allo studio della locale acciaeria (processo di fabbricazione dell’acciaio). Soggetti coinvolti: n.10 alunni della classe quinta elementare; n.10 alunni della classe prima media; n.4 docenti delle due scuole; n.5 esperti. Il laboratorio di tecnologia è all’avvio. Sono una decina le imprese territoriali che hanno dichiarato il loro interesse. Si è raggiunto un soddisfacente livello di collaborazione con la scuola media. Sono state condotte insieme esperienze laboratoriali: archeologia sperimentale, laboratorio di tecnologia. Vi sono raccordi curricolari: intervento sistematico dei docenti di tecnica, scienze e matematica nelle classi quinte per orientare il livello di preparazione alla classe prima media. Coinvolti n. 38 alunni della scuola elementare – n. 30 della scuola media e i loro docenti. |
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Destinatari |
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I destinatari del Progetto sono:
- n°205 alunni della Scuola Elementare; - n°88 alunni della Scuola dell’Infanzia Statale di Terenzano; - n°10 alunni della Scuola dell’Infanzia non statale di Pozzuolo del Friuli; - n°210 Famiglie; - n°38 Docenti, non docenti ed operatori. |
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Vengono effettuate rilevazioni periodiche del gradimento da parte, soprattutto, dei bambini con l’utilizzo di semplici questionari. Si utilizzano anche brevi assemblee di discussione. La presenza di stagiste, tirocinanti e laureande viene utilizzata per ricerche su aspetti importanti quali l’efficacia dell’accoglienza dei bambini stranieri. Su questo tema la scuola è stata oggetto di una tesi di laurea dell’Università di Padova. Per quanto riguarda le attività vi è l’osservazione diretta da parte dei genitori referenti che poi comunicano le loro osservazioni al Consiglio d’interclasse e al Comitato Genitori oltre che al Gruppo Interistituzionale. Anche gli esperti, i docenti e gli educatori compilano una valutazione complessiva delle attività e un profilo dei singoli alunni. Tutte le attività sono dotate di un diario di bordo.L’insieme degli interventi e degli strumenti ha consentito finora di rilevare eventuali problemi e d’intervenire. Inoltre,alle associazioni coinvolte si è richiesto di riferire sugli eventuali cambiamenti subiti per l’impatto progettuale. Dalle relazioni si desume che il progetto ha rivitalizzato la vita delle associazioni facilitando l’approccio all’utenza; più difficoltoso è, invece, la comunicazione diretta tra associazioni e famiglie. La stampa locale si è più volte interessata del progetto e delle sue più innovative azioni tanto da suscitare l’interesse di altre comunità ma anche dei cittadini. Alle iniziative pubbliche della scuola (spettacoli, manifestazioni…) sono presenti diverse centinaia di persone. Ad es. ai laboratori di archeologia per genitori hanno partecipato oltre 150 persone.
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Riduzione dei costi |
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L’istituzione dell’Ufficio del Servizio Scolastico Comunale che di fronte al rifiuto dell’amministrazione scolastica ha responsabilmente assunto la gestione contabile dell’intero Progetto, ha consentito una razionalizzazione delle procedure e dei costi.
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»» Sviluppo Professionale |
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Sono stati previsti dei percorsi formativi per il personale scolastico coinvolto per l’.a.s. 2000/2001 (otto incontri per un totale di 40 ore su "l'Empowerment a scuola"), e riconoscimenti economici per l’impegno progettuale collegati all’impegno orario. Inoltre per favorire il coinvolgimento del personale coinvolto sono state effettuate varie presentazioni delle linee progettuali e degli aspetti organizzativi a vari livelli (docenti della Scuola Elementare e collaboratori scolastici, genitori, educatori, esperti) e riunioni (ogni due mesi) a carattere organizzativo, informativo e di verifica per singole unità .Inoltre, al personale scolastico sono stati riconosciuti degli incentivi economici per l’impegno progettuale .
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Cambiamenti organizzativi |
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| La complessità dell’organizzazione reticolare propria dell’iniziativa ha indotto inevitabilmente ad alcune modifiche gestionali. La necessità di coordinare numerosi attori che intervengono nel processo di erogazione del servizio ha fatto emergere il bisogno della presenza di un’unità amministrativa a supporto del funzionamento complessivo con compiti di segreteria. Le attività integrative curricolari di laboratorio hanno modificato di fatto l’insegnamento della storia, per esempio, che ora oltre alla lezione classica avviene con momenti di manualità e ricostruzione dei reperti (Collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale per il Laboratorio Informatico di Archeologia Sperimentale). La presenza di laboratori cogestiti da docenti di classe ed esperti ha implicazioni nella organizzazione dell’orario e nella formazione dei gruppi, nella logistica e nella programmazione didattica. I docenti e gli esperti e/o gli educatori costituiscono veri gruppi di ricerca, di programmazione e di insegnamento. Il Gruppo Interistituzionale è l’espressione di una cooperazione sinergica e di una cogestione finalizzata al conseguimento degli obiettivi comuni, pur nella distinzione di ruoli e competenze proprie delle amministrazioni partecipanti. Il clima organizzativo appare caratterizzato da una forte partecipazione dei veri partners. Ogni componente territoriale si assume oneri e compiti, per cui vi è una cooperazione significativa che consente di sostenere anche iniziative complesse. Vi sono nella scuola una grande serenità, un forte senso di sicurezza dovuto alla puntuale organizzazione e una buona apertura verso l’esterno, non comune nella scuola, derivante dall’esplicito consenso che la Comunità locale ha espresso in varie occasioni. Si è appreso a condividere problematiche e a cercare assieme soluzioni. |
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Modalità di realizzazione |
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| Il progetto è parte integrante del Piano dell’Offerta Formativa della Scuola Elementare Statale di Pozzuolo del Friuli, approvato dagli Organi Collegiali dall’a.s. 2000/2001. Il Progetto specifico di Patto Educativo tra Scuola e Territorio è stato deliberato dal Consiglio Comunale di Pozzuolo del Friuli ( 26.09.2000) ed è oggetto di un apposito Accordo di Programma tra Comune di Pozzuolo del Friuli e Direzione Didattica di Campoformido, applicativo della delibera della Giunta Comunale 12.11.2002). Inoltre, per alcune sue azioni (servizi di supporto alle attività didattiche ed integrative e i laboratori di storia ed archeologia ) l'iniziativa è stata inserita nel Piano triennale dell’Ambito Socioassistenziale Udinese per la Legge 285/97. Promotori sono stati i docenti della Scuola Elementare di Pozzuolo del Friuli. Il progetto ha coinvolto le seguenti unità organizzative: Aministrazione Scolastica:- Direzione Didattica di Campoformido (da cui dipendono i plessi scolastici); - Scuola Elementare di Pozzuolo del Friuli e Scuola dell’Infanzia di Terenzano; Amministrazione Comunale:- Ufficio di segreteria del Comune di Pozzuolo del Friuli; - Ufficio dell’assistenza sociale del Comune di Pozzuolo del Friuli; - Ufficio tecnico del Comune di Pozzuolo del Friuli; Ambito Socioassistenziale Udinese. Per la realizzazione del progetto è stato costituito formalmente un team ad hoc denominato Gruppo Interistituzionale, composto da rappresentanti di tutti gli enti/agenzie coinvolti: Amministrazione Comunale (Sindaco e Assessore all’Istruzione), Amministrazione Scolastica (Dirigente scolastico, Docente coordinatore e Responsabile del progetto, Docente funzione obiettivo), Rappresentante delle Associazioni locali, Presidente del Comitato Genitori, Rappresentante dell’Ambito Socioassistenziale Udinese. |
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Punti di forza |
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| La realizzazione di un Sistema Educativo Integrato a livello comunale fondato su un Patto Educativo Territoriale attua e valorizza l’autonomia scolastica in rapporto al territorio. Il progetto rende operativi e talvolta anticipa i processi di riforma negli aspetti dell’autonomia scolastica, soprattutto in relazione al raccordo tra scuola e territorio, al curricolo nazionale e locale, all’introduzione dei laboratori e alla valorizzazione delle risorse territoriali per tutte le attività educative che favoriscono la crescita dei bambini. La corresponsabilità educativa delle varie agenzie formative nella elaborazione di un piano educativo unitario introduce forme di integrazione del tempo scolastico ed educativo di grande flessibilità e varietà d’opzioni e nuove forme gestionali del servizio scolastico aperte e correlate con altre. Inoltre l’esperienza risulta innovativa sotto gli aspetti dei curricoli integrati con le pratiche di laboratorio (nei loro caratteri di interdisciplinarietà). Ne deriva un servizio educativo erogato in forma integrata e rapportato ai bisogni degli utenti (minori e genitori). Il progetto, al secondo anno di svolgimento, ha raffinato tutti gli aspetti organizzativi, raggiungendo il massimo della complessità e ha rivelato la sua sostenibilità, tanto che il funzionamento dell’intero sistema è pressoché una routine, perché ampiamente supportato da strumenti, procedure e ruoli definiti. La Scuola Integrata non ha risorse aggiuntive in termini di organico e non gode di distacchi o altri benefici. Il progetto funziona con la dotazione ordinaria sia in termini di risorse umane che finanziarie. E’ l’innovativo l’uso specifico delle stesse che connota la diversità e l’efficacia. |
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Criticità |
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| Per le difficoltà procedurali, amministrative e burocratiche, relative soprattutto agli aspetti contabili (contratti, acquisti ecc.) si è proceduto ad affidare ai partners (es. Pro Loco) la gestione dei contratti, limitando al minimo il coinvolgimento della segreteria della direzione didattica. La mancanza di un’unità amministrativa ha inoltre implicato l’assunzione di compiti di segreteria (avvisi, verbali, modulistica ecc.) da parte di docenti e genitori. Le difficoltà di coordinamento tra operatori (docenti ed educatori, docenti ed esperti delle attività integrative pomeridiane ecc:) sono invece state affrontate affidando il compito ad un docente con funzione-obiettivo specifica. Il rifiuto della componente amministrativa (indisponibilità totale e indifferenziata) a supportare gli aspetti di gestione contabile e amministrativa del progetto, necessari anche al mantenimento della centralità della scuola, è stato affrontato con tutti gli strumenti normativi contrattuali. L’ufficio ha rifiutato le offerte di incentivazioni e le attività aggiuntive proposte dal Direttore Regionale Scolastico. Per salvaguardare la progettualità il Comune di Pozzuolo del Friuli si è assunto ogni onere gestionale. Si è cercato di garantire la centralità della scuola nel progetto, posta in pericolo dalla posizione assunta dalla Direzione Didattica, rafforzando il ruolo di coordinamento e programmazione del Gruppo Interistituzionale e del docente responsabile del Progetto. | |
Trasferimento dell'esperienza |
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| Il Progetto è in atto nelle scuole elementari di Campoformido e Basaldella del Comune di Campoformido (UD); è in corso di realizzazione nelle scuole elementari del Comune di Ronchis (Ud) e di Lignano Sabbiadoro (Ud). E’ oggetto di studio da parte di altre 18 amministrazioni del Friuli V.G. e della Comunità Montana della Carnia. E’ stato presentato il 22 gennaio 2003 al Convegno “ Crearete: Enti Locali e Scuola” promosso dal Comune di Loano (SV). Gli elementi di maggiore trasferibilità sono: - L’Autonomia scolastica esige il raccordo con il territorio e s’incontra con i nuovi compiti dell’ente Locale. Il Progetto risponde quindi ad un bisogno normativo. - La realizzazione di Patti educativi territoriali (ogni Comunità ha risorse culturali e sociali disponibili ad un raccordo) è possibile ovunque. - L’accordo di programma costituisce un forte elemento di impegno interistituzionale che può adattarsi alle diverse situazioni territoriali. - Le attività scolastiche ed integrative e i servizi di supporto, richiesti dalle famiglie ed imposti dai modi di vita delle stesse, possono essere gestiti in modo unitario e funzionale. - Il piano collaborativo tra scuola e servizi sociali del Comune consente il raccordo e una forte ed integrazione degli interventi. E’ nell’interesse reciproco praticare questi accordi. - La gestione delle varie può essere affidata ai vari partners in base a criteri di efficienza e semplificazione, ma sottoposta a controllo e coordinamento. - Vi è la necessità del superamento del tempo pieno e di ogni altro modello di servizio scolastico autoreferente e soprattutto univoco e totalizzante con modelli a tempo flessibile, che rispondo alle diverse esigenze delle famiglie. Le comunità si dibattono duramente sui modelli rigidi ed unici di tempo scolastico. Il modello di scuola integrata supera questi problemi. - Il Piano dell’Offerta Formativa della scuola tiene effettivamente conto e s’incontra con il piano educativo territoriale. La corresponsabilità educativa è possibile con la costituzione di un tavolo di coordinamento (Gruppo Interistituzionale) ma su un progetto effettivo. - Necessità di politiche scolastiche ed educative territoriali unitarie. Ogni Comune può costituire un Gruppo Interistituzionale o creare un Ufficio dei Servizi Educativi e scolastici con compiti progettuali e di coordinamento. Quindi trasferibilità di: - strumenti giuridici e amministrativi praticati; - modalità organizzative delle attività sperimentate. Ovviamente occorre la condivisione dell’impianto politico-culturale. |
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